DIANA LOLA POSANI 30.set 2026—15.gen 2027

DIANA LOLA POSANI 30.set 2026—15.gen 2027

Diana Lola Posani
FIABA
A cura di Giovanna Manzotti

Con la performance FIABA di Diana Lola Posani, la programmazione della rassegna Fivefold Tuning esce dalla vetrina di Platea per approdare poco distante dal centro storico di Lodi, alla Piarda Ferrari. Suggestiva area verde affacciata sull’Adda, la piarda – termine che indica tradizionalmente uno spazio destinato all’approdo, alla sosta e alle attività legate alla navigazione fluviale – è una zona che digrada dolcemente verso il fiume attraverso una successione di alberi, prati e gradoni. Connotata da una relazione diretta tra città, vegetazione e acqua, la piarda funge da soglia di passaggio e di permanenza, dove il paesaggio naturale non fa semplicemente da sfondo al tessuto urbano, ma ne diventa protagonista. Proprio in virtù della sua predisposizione all’attraversamento e al parziale isolamento, questo luogo è stato scelto da Posani per portare FIABA fuori dallo spazio espositivo, in stretta relazione con l’elemento dell’acqua.
FIABA affonda le sue radici in una ricerca radicale sulla voce come materia viva, sospesa tra meraviglia e inquietudine. Attraverso l’esplorazione di una vocalità non convenzionale, il corpo dell’artista diventa cassa di risonanza di stati psicofisici intensi. Attingendo alla memoria del trauma, la pratica di Posani sottrae l’esperienza individuale alla dimensione puramente autobiografica per condurla verso un piano impersonale. Il suono cessa di rappresentare e diventa varco: transito capace di incrinare le consuetudini espressive e di mettere in discussione i confini del dicibile. Al centro della performance si colloca l’utilizzo di una tecnica vocale propria dell’ipnosi non verbale, basata sulla riproduzione dei vocalizzi di animali morenti che Posani assume come linguaggio inafferrabile. Il suono si confronta così con un’esperienza limite, quella degli ultimi istanti di vita, e diviene uno strumento per esplorare stati d’animo quali paura e vulnerabilità. Il pubblico è chiamato a confrontarsi, se lo vuole, con l’intensità del vivente e con ciò che sfugge o resiste alla nominazione.
Realizzata interamente senza l’utilizzo di strumenti di amplificazione, la performance è il risultato di un lungo periodo di training fisico e vocale che restituisce la nuda presenza della voce nel suo farsi materia e nel suo rapporto con il paesaggio fluviale, sul piano visivo e acustico. Un’unica scala in legno – un quasi portale verso una dimensione liminale da esplorare – funge da elemento scenico, rimandando alla naturale conformazione della piarda e introducendo nel contesto naturalistico un dispositivo al tempo stesso estraneo e familiare. 
FIABA confluirà all’interno di Fivefold Tuning sotto forma di traccia audio, fruibile fino al 15 gennaio 2027. Il suono, inteso come materia scultorea, entrerà così a far parte della stratificazione che informa il palinsesto espositivo. In particolare, i vocalizzi di Posani aggiungono, nelle ore serali, un livello straniante e di ulteriore mistero al fluire dell’acqua nell’opera di Liliana Moro; ci riportano lungo l’Adda, la cui natura ha ispirato gli scatti di diverse specie vegetali di Lorena Bucur; sembrano appartenere al corpo strisciante della scultura di Federica Balconi. Fivefold Tuning procede così fedele ad una configurazione in costante trasformazione: una sintonizzazione imprevedibile di voci e forme dai contorni sempre più sfuggenti.
Giovanna Manzotti

 

Dopo l’apertura a marzo della programmazione di Fivefold Tuning, a cura di Giovanna Manzotti, con l’opera | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – e in seguito agli interventi di Federica Balconi (Monza, 1999) e Lorena Bucur (Cremona, 1996), la terza giovane artista a entrare in scena è Diana Lola Posani (Milano, 1994). Concepita come un unico piano sequenza, la struttura temporale estesa del programma (20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027) ospiterà a novembre 2026 l’ultimo intervento dell’artista emergente Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994). Il titolo Fivefold Tuning evoca l’idea di un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione e prossimità che presuppone ascolto e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti trovano spazio, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità.

Diana Lola Posani nasce a Milano nel 1994. La sua pratica si sviluppa tra performance, arte sonora e piattaforme curatoriali, ed è attraversata da una tensione costante verso il rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Questa tensione non si configura né come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume ambiguità, vulnerabilità e incompletezza come condizioni operative. Una parte della sua ricerca sul trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che appartengono al suo repertorio, come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea. Come performer, ha esposto al MADRE – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli, MAO – Museo d’Arte Orientale, Torino e Pirelli HangarBicocca, Milano. Da anni promuove l’importanza dell’ascolto sia tra i professionisti dell’arte che tra i non professionisti, tenendo seminari al Master in Arti Performative allo IUAV di Venezia, al Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma, all’Accademia di Belle Arti di Bologna e Marsiglia e al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024. Come curatrice, ha fondato il festival di sound art AKRIDA nel 2022, oltre a contribuire con eventi musicali alla programmazione dell’atelier Casaforte e del Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e della Triennale di Milano. Nel marzo 2023, Timeo ha pubblicato la sua traduzione del libro di Pauline Oliveros Deep Listening – A Composer’s Sound Practice, Quantum Listening, per il quale ha anche scritto la postfazione, e Sound Meditations, per il quale ha scritto un saggio oltre alla traduzione.



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Nel 2020, la Bielorussia è stata attraversata da un’ondata di proteste senza precedenti, scaturite dalla controversa rielezione di Aleksandr Lukashenko per il settimo mandato consecutivo e dalla violenta repressione messa in atto dal suo regime. Questo momento, pur non rovesciando il governo, ha rappresentato una svolta storica: l’emergere di un nuovo soggetto democratico collettivo, capace di ridefinire il senso di comunità e resistenza in quel contesto.